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	Commenti a: Ongos, Adriana Giulia Vertucci	</title>
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		<title>
		Di: Giovanni Andrea Negrotti (GAN), poeta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Andrea Negrotti (GAN), poeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2017 10:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non definirei lo stile di scrittura di Adriana Giulia Vertucci ”poesia”, anche volendola collocare nello stile “verso libero moderno”; a parte qualche breve componimento, definirei piuttosto le sue opere un’insieme di poesia-prosa che si amalgamano dando vita a ritmi che scandiscono la vita. È significativa l’agitazione pisco-fisica nei testi della Vertucci, che evincono angosce e dolori dove questi raggiungono punte più alte di emotività. La prosa che ci propone nell’opera “ Ongos” è un raccontarsi e bisogna ascoltarla come canto d’anima che fa da sfondo alla nostra sensibilità, l’opera mette a nudo l’anima di Giulia in un dialogo serrato, in un attesa di avvenimenti buoni,di sperata felicità, di delicati sentimenti, a volte sopiti ma sconvolgenti perché nascono dal quotidiano, un cammino nel buio alla ricerca di quel raggio di luce che non è ondata di sole o di sangue di passione, ma di desiderio di respirare la vita, di viverla suggendone le più semplici elargizioni. Gli stati d’animo di Giulia nei suoi scritti sono innumerevoli, come sono innumerevoli i pensieri; la nostalgia, la commozione, la repulsione, ma più di tutte la meditazione sulla brevità della vita e l’inutile affannarsi tra gioie e dolori, tra entusiasmi e rovesci, tra speranze e delusioni, tra amore e odio. Le opere di Ongos vogliono essere un canto da sentire con l’anima senza retorica, cercando le sensazioni di quell’attimo difficile da fissare ma quando si riesce si realizza che vivere è anche accorgersi del correre del tempo e si rimane sbalorditi di tutto ciò che si sarebbe potuto sorbire, godere, vivere; invece è passato inosservato spinti dal nostro stesso moto. È sufficiente avere l’umiltà di “sentire” le opere di Adriana Giulia Vertucci, senza farci trascinare da quella folle corsa che chiamano vita, accogliere lo scandire d’impressioni, sensazioni, brividi, legati ad immagini altrimenti fuggevoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non definirei lo stile di scrittura di Adriana Giulia Vertucci ”poesia”, anche volendola collocare nello stile “verso libero moderno”; a parte qualche breve componimento, definirei piuttosto le sue opere un’insieme di poesia-prosa che si amalgamano dando vita a ritmi che scandiscono la vita. È significativa l’agitazione pisco-fisica nei testi della Vertucci, che evincono angosce e dolori dove questi raggiungono punte più alte di emotività. La prosa che ci propone nell’opera “ Ongos” è un raccontarsi e bisogna ascoltarla come canto d’anima che fa da sfondo alla nostra sensibilità, l’opera mette a nudo l’anima di Giulia in un dialogo serrato, in un attesa di avvenimenti buoni,di sperata felicità, di delicati sentimenti, a volte sopiti ma sconvolgenti perché nascono dal quotidiano, un cammino nel buio alla ricerca di quel raggio di luce che non è ondata di sole o di sangue di passione, ma di desiderio di respirare la vita, di viverla suggendone le più semplici elargizioni. Gli stati d’animo di Giulia nei suoi scritti sono innumerevoli, come sono innumerevoli i pensieri; la nostalgia, la commozione, la repulsione, ma più di tutte la meditazione sulla brevità della vita e l’inutile affannarsi tra gioie e dolori, tra entusiasmi e rovesci, tra speranze e delusioni, tra amore e odio. Le opere di Ongos vogliono essere un canto da sentire con l’anima senza retorica, cercando le sensazioni di quell’attimo difficile da fissare ma quando si riesce si realizza che vivere è anche accorgersi del correre del tempo e si rimane sbalorditi di tutto ciò che si sarebbe potuto sorbire, godere, vivere; invece è passato inosservato spinti dal nostro stesso moto. È sufficiente avere l’umiltà di “sentire” le opere di Adriana Giulia Vertucci, senza farci trascinare da quella folle corsa che chiamano vita, accogliere lo scandire d’impressioni, sensazioni, brividi, legati ad immagini altrimenti fuggevoli.</p>
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		Di: Michela Zanarella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michela Zanarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 10:53:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Poesie e pensieri ci accompagnano nel vissuto dell&#039;autrice che, con coraggio e determinazione, affronta la vita senza mai perdere la forza di combattere contro ciò che può diventare sofferenza, per il corpo e per l&#039;anima. Tutto è stato concepito con cura, come un disegno dettato dal divino. È un percorso di vita, dove realtà e fantasia s’incontrano e si fondono in una sorta di magia creativa che, nella sua purezza, trova vigore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poesie e pensieri ci accompagnano nel vissuto dell&#8217;autrice che, con coraggio e determinazione, affronta la vita senza mai perdere la forza di combattere contro ciò che può diventare sofferenza, per il corpo e per l&#8217;anima. Tutto è stato concepito con cura, come un disegno dettato dal divino. È un percorso di vita, dove realtà e fantasia s’incontrano e si fondono in una sorta di magia creativa che, nella sua purezza, trova vigore.</p>
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